Wednesday, 18 November 2009

La mamma, questo strano accessorio.

Ettore va tre mattine a settimana al parco, da una tata che fa giocare i bimbi per un paio di ore.
È stato un passo per noi importante visto che prima di Heidi, lui non ha mai passato delle ore da solo a giocare con degli sconosciuti.
Ma si sa come sono i figli maschi: gli dedichi in modo esclusivo due anni della tua vita, li porti in grembo per nove mesi, li partorisci tra atroci dolori e sofferenze, allatti al seno per 12 lunghi mesi, gli dedichi ogni tuo singolo pensiero dal risveglio al momento di andare a dormire...
...e la prima bionda te li porta via.
Scusate lo sfogo, ma mi sto allenando per accogliere la mia futura nuora nella famiglia, spero di migliorare con la pratica che perpetuerò nei prossimi 20 anni.

Questa mattina non avevo la macchina fotografica, ma il cellulare mi ha assistita.
Siamo arrivati al parco 30 minuti prima della tata (dite che è evidente che non vedo l'ora di avere due ore libere?).
Ettore era disperato quando ha visto che lei non c'era. Invocava il suo nome e solo il vento gli rispondeva. Non aveva nemmeno le forze per reggere il peso del suo cuore spezzato.

Poi qualcuno gli ha confidato che Heidi sarebbe arrivata in circa 20 minuti. Non sapeva piú come trattenersi. Avrebbe volentieri giocato con gli altri bimbi, ma era sicuro che se avesse smesso di guardare il cancello, il tempo avrebbe rallentato.

Finalmente Heidi è arrivata. Non sono riuscita ad ottenere una foto decente perché il Rennino cercava freneticamente di scardinare il cancello per farla entrare.
Non ho foto di quando mi ha presa per mano e mi ha accompagnata alla porta dicendomi "Mamma via!".
Non ho foto di quando mi sono girata per salutarlo e lui non mi ha nemmeno guardata.
Non ho foto di quando gli ho detto "A presto tesoro! Ci vediamo tra due ore!" e lui ha agitato la sua mano senza guardarmi, come se dovesse scacciare una mosca invece che fare un gesto di saluto.
Non ho nemmeno foto di quando due ore dopo sono ritornata, come ogni volta, portando uno spuntino con me per evitare di averlo urlante e capriccioso nel tragitto per tornare a casa. Mi è corso in contro gettando i guanti per terra e ha con entusiasmo urlato:
(ba)NANA!!!!

ehhhhhh il legame indissolubile che le mamme instaurano con i propri figli...

Friday, 6 November 2009

Sesso sicuro

È del sesso fatto con qualcuno che ami e conosci a fondo, usando protezioni.

Ieri il Rennino andava in giro per casa indossando il caschetto da bicicletta e nel mentre pastrugnava con gusto dentro le mutande.

Così piccolo sa già così tante cose.

Ciuccio

Degno figlio di sua madre, il Rennino ama il cibo più di molte altre cose.
Ieri sera, alla domanda "Vuoi il latte o il ciuccio?" ha risposto con prontezza "LATTE!!"
Uomini! li freghi con semplici piaceri viziosi.
E così il mio Rennino ha fatto un altro passo. È cresciuto ancora un pochino.
E io invecchio, ma per fortuna, ancora non imbianco.

Thursday, 15 October 2009

Mamma prepara un fazzoletto...

...perché commenterò questa foto con una sola frase:

Ettore nella carriola, quanto vorrei che nonno Renzo potesse vederlo.

Monday, 14 September 2009

Archimede

Domenica siamo andati a cercare funghi.
Abbiamo fornito un secchiello a Ettore per raccogliere mirtilli ma...








...lui ha preferito immagazzinare in altro modo.


















Al ritorno abbiamo preso il senteiro lungo il lago. Ecco la Renna che cammina con Ettore nello zaino... mmm... no, qualche cosa non quadra.


















Che cos'ha in mano la Renna? Sembrano vestiti fradici.
Anche la Renna pare umidiccia.


















E Ettore?

Ah! Eccolo!


















Archimede racconterebbe forse così la stessa storia:
Un Rennino vestito, immerso nell'acqua di un lago, riceve una spinta verticale di intensità pari al peso di una massa di acqua di lago di forma e volume uguale a quella della parte immersa del Rennino.

Wednesday, 19 August 2009

Due anni

Pensavo il parto fosse il momento più duro.
Poi sono arrivati i capricci.

E pensare che me lo dicevano tutti. "Che bimbo determinato, chissà cosa farà a due anni..."
oppure: "Questo è nulla, aspetta che abbia due anni..."
Io annuivo e in silenzio pensavo "...certo certo, ma non il MIO bimbo. Noi abbiamo un rapporto diverso, basato sul dialogo e sulla comprensione..."

Ecco, ora Ettore ha due anni.
Non c'è stato un cambiamento immediato, più che altro è stato un processo graduale che si è protratto negli ultimi sei mesi.
Credo sia successo così: ogni volta che lasciavo Ettore da solo per fare la spesa, o farmi una doccia, o quando mi giravo per cucinare la cena mentre lui giocava, dei piccoli omini invisibili sostituivano la personalità del mio angelo biondo dagli occhi blu con quella di un tricheco di duecento chili con un riccio di mare infilzato nella coda.
Il fatto è che esteticamente non è cambiato affatto. Forse è ancora più bello.
Un cherubino idilliaco, nel quale si è reincarnato il male.
Come un film dell'orrore degli anni '80.

Le nostre giornate trascorrono sempre allo stesso modo.
Ettore gioca a fare la pelle d'orso. Si stende in terra, urla, scalcia, batte i pugni e si lamenta di quanto sia ingiusta la vita.
La vita è ingiusta perché bisogna lavarsi le mani, mettersi i pantaloni, uscire per andare al parco, restare al parco, tornare dal parco, mangiare le verdure, mangiare i biscotti, andare a dormire, svegliarsi, cambiare pannolino, usare il vasino, andare in bici, andare in monopattino, correre, stare fermi... Insomma fate voi, ogni scusa è buona per mandarlo fuori dai gangheri.
All'inizio cercavo di calmarlo ed intervenire, ma ne ho ricevuto solo lividi di vari colori e misure. Prima di far intervenire la polizia per presunte violenze domestiche, ho deciso che è meglio assistere in silenzio da una distanza di sicurezza a queste scenate.
Ora porto sempre con me una sedia, una frusta ed un cerchio di fuoco.

Uno de capricci classici di Ettore consiste nel sedersi a tavola, mangiare fino ad essere sazio e poi cominciare a sparpagliare il cibo per la stanza. A questo punto io sono solita avvertirlo che con il cibo non si gioca, se non mangia porto via tutto e lui fa altro.
Visto che lui ovviamente non smette, io porto via il piatto. E qui comincia il delirio favorito dei vicini.
Il Rennino comincia a gridare come un'aquila a caccia (e per fortuna in italiano) "ETTORE MANGIA! ANCORA MANGIA! DATE CIBO ETTORE! ETTORE FAME! ANCORA MANGIA ETTORE!".
Non cerco nemmeno di giustificarmi, tanto si vede lontano un miglio che mio figlio è un bimbo denutrito.

Poi bisogna andare a letto.
Ci si lava, si fa pipí, ci si mette il pigiama e il pannolino e si va nel letto dove la Renna gli legge una storia prima di spegnere la luce.
Solo che:
Già che si lava il Rennino ne approfittiamo per rinfrescare tutto il bagno.
La pipí non la si fa nel vasino o nel water, direttamente sul pavimento quando non guardiamo.
Mentre mettiamo la maglia del pigiama, lui si toglie i pantaloni e viceversa.
Non vuole essere toccato dal padre, solo la mamma può cambiare il pannolino. ...così puó tirarmi calci in pancia mentre cerco di chiuderglielo.
La storia ve letta mentre lui ha il libro in mano e guarda le figure di una pagina non corrispondente a quello che si sta leggendo.
Ed infine l'apoteosi... questa volta in finlandese, con gran gioia dei vicini: appena si chiude la porta e si spegne la luce, dall'oltretomba una voce per nulla cavernosa ma proveniente da polmoni allenati comincia ad urlare frasi che in italiano avrebbero il seguente significato: "NO NANNA! ETTORE È CADUTO DAL LETTO! ETTORE SI È FATTO MALE! FATEMI LE COCCOLE! PAPÀ, MAMMÀ! FATEMI LE COCCOLE! ETTORE È CADUTO"
Salvo aprire la porta per trovare Ettore seduto sul letto bello come il sole e sussurrante "Coccola? Si?"

Monday, 8 June 2009

Tristezza

Ieri sera Ettore era infelice.












Avrebbe tanto voluto gridare al cielo il suo dolore...











...ma aveva la bocca piena di biscotti.

Wednesday, 20 May 2009

I baci di Ettore

Ettore non sa dare baci, ma dimostra affetto a modo suo.
Ora ditemi che questa non è la serie di foto più bella che avete mai visto (se non rimanete senza parole guardandole).

Sunday, 10 May 2009

Lavori in giardino

Questa mattina Ettore si è dato da fare in giardino.

Ha annaffiato i fiori























Ha risolto problemi di normale amministrazione



























































Ha tenuto compagnia al cane



Ha fatto una pausa per guardare gli aeroplani passare





















E infine ha dato una ripulita

















Uff! Che giornata!

Sunday, 3 May 2009

Fiskars

Sabato siamo andati a Fiskars.
Ho fatto molte foto e alcune sono venute bene.
Altre sono foto mal riuscite, ma raccontano la giornata meglio di mille parole:

Tuesday, 28 April 2009

Gnomi

Sono convinta di avere degli gnomi nel giardino.
Si occupano delle mie piante e le fanno crescere rigogliose e felici.
Hanno i loro gusti personali però:

Amano molto i fiori bianchi e candidi

Sospirano incantati di fronte a dei petali blu

Rabbrividiscono e distruggono gli orribili crocus viola

Sto raccogliendo tutti gli indizi per per capire chi è che li aiuta


Suggerimenti?

Sunday, 26 April 2009

Nuuksio

Oggi siamo andati a fare una gita a Nuuksio.
Visto che Ettore si è svegliato alle 5, alle 8 eravamo già li.
...e alle 10.30 eravamo già di ritorno...

Friday, 24 April 2009

Ci vuole un fiore

Pronti per la lezione di giardinaggio?
Prima di tutto occorre andare a comprare dei fiori, fornire il Rennino di un cestino uguale a quello della mamma e guardarlo riempire il suddetto con le specie piú strane.
Poi si svuota il cestino del Rennino e si rimettono su bancali tutte le piante per sostituirle con una sola di vostra scelta.
Per Esempio questa:

Dopo di che si fa finta di nulla e si cerca di non arrossire mentre il Rennino si posiziona in mezzo al passaggio e ferma tutti gli adulti (ma proprio tutti!) e uno ad uno li chiama a se per mostrare che dentro al cestino ha dei fiori.
KUKKA! KUKKA! KUKKA!







Il giorno dopo per prima cosa bisogna abbigliare il piccolo aiutante.










Ops, oramai è grande, si veste da solo.


Si sceglie il posto dove mettere i fiori (è importante metterli vicino ad un bordino di legno che sia disponibile a rovinare l'angolo di ogni foto).










Si scava un buco e si fanno notare al piccolo aiutante le meraviglie della natura.











Ora possiamo fare una pausa.
Durante la pausa possiamo approfittarne per togliere manciate di terra dalla bocca del piccolo aiutante, assicurandoci che nemmeno mezzo lombrico si rimasto incastrato tra i denti.

A questo punto si possono ricoprire le piante di terra.
Probabilmente il pensiero del lombrico vi starà ancora accompagnando e vi tremerà un po' la mano...








Scusate, mi sistemo il cappello, questo lavorare mi mette tutto in disordine.











A questo punto si cerca di fare una foto del risultato prima che il piccolo aiutante arancione si butti su di voi e la macchina fotografica.










Si annaffiano i fiori




















E gli si fa una foto mentre l'aiutante non guarda per far vedere quanto sono belli (in mancanza del bordino di legno, usate un pezzo di metallo con una vite arrugginita per rovinare la foto e ripensate al lombrico per avere tutto sufficientemente fuori fuoco).





E parlando di belli...















Buon giardinaggio a tutti!

Irma


Cara, se mi sposi un giorno tutto questo sarà tuo!

Hem, più o meno ;)

Tuesday, 21 April 2009

Altalena

Prendi un Rennino.
Fallo andare al parco con il papà.
Mettilo sull'altalena e poi VIAAAAAAAAAAA!!!!!!

Chi più contento di lui per almeno 47 secondi?